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Biomeccanica nel ciclismo

Matteo Barbi - Posturologo - Biomeccanico


Si tratta dello studio e della posizione del corpo sulla bici, al fine di un' applicazione più efficace della forza muscolare alla pedalata.

La Biomeccanica in questo caso studia il movimento atletico e individua la corretta postura che il soggetto deve assumere per migliorare l'aspetto meccanico e quindi prestazionale legato al gesto che compie. Significa migliorare il rendimento atletico e prevenire tutte quelle problematiche di carattere ortopedico che possono affliggere gli atleti durante l'allenamento.

Spesso la valutazione viene effettuata in modo "artigianale", senza avvalersi del contributo di personale qualificato e formato nell'ambito.

Il ciclismo è uno sport a catena cinetica chiusa; ciò vuol dire che il corpo non è libero di muoversi nello spazio per effetto dei vincoli meccanici alle estremità, in particolare le mani al manubrio, il bacino alla sella, i piedi ai pedali (la corsa ad esempio è una disciplina a catena cinetica aperta).

Ricorrere ad un'esperto che effettui un test Biomeccanico significa dedurre le misure corrette del telaio del proprio mezzo e dei componenti che vi si applicano, ottimizzando le regolazioni.

Su questi punti si focalizzerà l'attenzione del biomeccanico, che lavorerà sul posizionamento più corretto delle tacchette, del manubrio (pipa, manubrio, spessori) e posizionamento degli arti inferiori durante la pedalata tramite altezza, avanzamento e arretramento della sella.

Quando si sceglie una posizione in sella è bene avere molto chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere e farli presente allo specialista.

Avrà poco senso adottare una posizione "estrema" se il vostro obiettivo è quello di piacevoli passeggiate con gli amici.


Matteo Barbi -Posturologo - Biomeccanico